Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affidato a due dei comandanti più conosciuti dell’esercito di Kyiv, Andrii Biletskyj e Denys Prokopenko, la guida di nuove formazioni incaricate di rafforzare la difesa del Donetsk. Nella regione è sotto pressione forte russa la cosiddetta “cintura fortificata”, l’insieme di città industriali che costituisce uno degli ultimi grandi bastioni difensivi ucraini nell’area.
Le forze di Mosca stanno infatti avanzando verso Kostiantynivka, Kramatorsk e Sloviansk, città strategiche per la tenuta della linea difensiva ucraina, che sono state recentemente visitate da Zelensky e dal nuovo comandante in capo delle forze armate, Mykhailo Drapatyi.
La Russia considera il controllo dell’intera regione di Donetsk uno degli obiettivi centrali della guerra e ne ha chiesto la cessione nell’ambito delle condizioni per un eventuale accordo di pace. Kyiv ha però respinto questa richiesta, rendendo il controllo del territorio uno dei nodi più difficili dei negoziati.
La situazione sul terreno resta tuttavia meno lineare di quanto suggerisca l’avanzata russa. Dall’inizio dell’anno le forze ucraine hanno recuperato circa 745 chilometri quadrati nel settore di Oleksandrivka, secondo quanto riferito da Zelensky, dimostrando di conservare capacità offensive in alcuni tratti del fronte.
La scelta di Biletskyj e Prokopenko ha anche un forte valore simbolico. Entrambi appartengono alla generazione di comandanti emersa dalla guerra iniziata nel 2014 e hanno acquisito notorietà nei combattimenti più duri del conflitto.
Biletskyj, comandante del Terzo Corpo d’Armata, ha guidato forze ucraine nella difesa di Kyiv, nella liberazione della regione di Kherson e nei combattimenti di Avdiivka. Il 24 agosto Zelensky gli ha conferito il titolo di Eroe dell’Ucraina. Prokopenko, comandante del Primo Corpo Azov, è invece noto soprattutto per aver guidato la difesa di Mariupol e dell’acciaieria Azovstal nel 2022. Catturato dalle forze russe, è stato rilasciato nel settembre dello stesso anno ed è successivamente tornato al comando.
La loro nomina si inserisce nella più ampia riorganizzazione delle forze armate ucraine e nella transizione verso un modello basato sui corpi d’armata, con maggiore autonomia dei comandanti sul campo.
Il cambiamento punta anche a modificare il rapporto tra comando strategico e operazioni sul terreno. Il nuovo comandante in capo Drapatyi dovrebbe disporre di maggiore spazio per la pianificazione strategica, lasciando ai comandanti delle formazioni una maggiore autonomia nella gestione delle operazioni.
La direzione indicata da Kyiv è quella di una guerra sempre più integrata e tecnologica, fondata sull’utilizzo coordinato di droni, intelligence, artiglieria e unità terrestri. Il comandante delle forze ucraine per i sistemi senza pilota, Robert Brovdi, ha definito la nuova impostazione un passo verso la “guerra network-centrica”, ossia una modalità di combattimento basata sull’integrazione in rete di forze, sensori e sistemi d’arma.

